Cime di rapa e code di gambero.

La cima di rapa (Brassica rapa subsp. sylvestris var. esculenta) è un ortaggio tipico dell’agricoltura italiana, coltivato soprattutto in quattro regioniLazioPugliaMolise e Campania, nelle quali si estende il 95% della superficie agricola dedicata a questa pianta.

Introdotta dagli emigranti italiani, la sua coltivazione si è estesa anche all’estero, negli Stati Uniti d’Americae in Australia.

Della pianta si consumano le infiorescenze in boccio (dette anche friarielli, nel napoletano, broccoletti o broccoli di rapa) insieme alle foglie più tenere che le circondano, secondo ricette che, in generale, fanno riferimento alla tradizione locale nelle diverse regioni.

Per la sua caratteristica di vegetare e produrre con basse temperature è considerato un ortaggio autunnale o invernale, di cui si consiglia l’uso per il contenuto in sali mineralivitamine e fattori antiossidanti.

Spaghetti alla chitarra, cime di rapa e code di gambero.

Piatto Main Course
Cucina Italian, Mediterranean
Preparazione 20 minuti
Cottura 20 minuti
Tempo totale 40 minuti
Porzioni 5 Persone
Chef Francesca Tartaglia

Ingredienti

  • 700 Gr Spaghetti alla chitarra Freschi
  • 500 Gr Code di gambero
  • 2 Spicchi d'aglio
  • Qu.b. Prezzemolo
  • 500 Gr Cime di rapa
  • Qu.b. Olio d'oliva Extravergine
  • 1 Cucchiaino Curcuma
  • Qu.b. Sale Iodato

Istruzioni

  1. Far scaldare due padelle con un filo d'olio e l'aglio. In una aggiungervi le cime di rapa lavate e tagliate e nell'altra unire le code di gambero. Far cuocere con un coperchio. Quando saranno tiepide, sgusciate le code di gambero. Nel frattempo far bollire l'acqua per la pasta. Una volta portata a bollore, salare l'acqua e immergervi la pasta. Appena raggiunta una mezza cottura, scolarla e unite le code di gambero, un cucchiaino di curcuma, il prezzemolo tritato e le cime di rapa quando andrete ad impiattare.

Verde pistacchio.

Il pistacchio  è originario del Medio Oriente, dove veniva coltivato già in età preistorica, particolarmente in Persia. Come riferisce nel suo celebre DipnosofistiAteneo di Naucrati, scrittore e sofista greco vissuto nel II secolo, nell’Impero romano, diversi autori greci ed ellenistici parlano del pistacchio, collocandone la coltivazione in SiriaPersia e India, e chiamandolo bistachion o pistakia o pistakion. Destituita di fondamento è, quindi, la tesi, propugnata soprattutto per recenti ragioni ideologiche, secondo la quale “pistacchio” derivi dall’arabo .

In Italia vi è storicamente una coltivazione di nicchia: rinomati sono i pistacchi di Bronte e Adrano sulle pendici dell’Etna, tutelati dal marchio DOP “Pistacchio Verde di Bronte“. L’alimento è formato per l’83% da lipidi, per il 12% da proteine e per il 5% da carboidrati. Contiene sali minerali e molte vitamine. Oggi andremo ad utilizzarli con il pesce spada su una base di ricetta siciliana.

Pesce spada croccante ai pistacchi.

Questa è una ricetta siciliana molto buona e veloce da preparare.

Piatto Main Course
Cucina Italian, Mediterranean
Preparazione 10 minuti
Cottura 10 minuti
Marinatura 30 minuti
Tempo totale 20 minuti
Porzioni 4 Persone
Chef Francesca Tartaglia

Ingredienti

  • 4 Fette Pesce spada
  • 200 Gr Pistacchi sgusciati tritati
  • 1 Pizzico Sale
  • Qu.b. Olio di oliva Extravergine
  • 1 Spicchio Aglio
  • 1 Limone

Istruzioni

  1. In un contenitore far marinare per 30 minuti le fette di pesce spada in un'emulsione di succo di un limone, 3 cucchiai di olio, sale e un dito d'acqua.

  2. Sgusciate e tritare i pistacchi.

  3. Scaldare una piastra antiaderente. Panare le fette di pesce spada e cuocerle. 

 

Radicchio e salmone alla griglia.

Il radicchio rosso :

Il radicchio è un alleato prezioso per la nostra salute perché vera miniera di antiossidanti, in grado di contrastare i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare e utile inoltre contro diabete, stipsi e colesterolo alto.

La pianta del radicchio, Chicorium Intybus, appartiene alla famiglia delle Composite, la stessa del gruppo delle cicorie. È un tipo di insalata rossa-violacea dal gusto amaro, grazie all’acido cicorico in esso contenuto. È un ortaggio che si trova tutto l’anno ma il periodo migliore per consumarlo va da ottobre fino a primavera, in base alla varietà.

Percorrendo la strada da Venezia a Treviso o Castelfranco Veneto ci si trova di fronte ad una particolare segnaletica:Strada del Radicchio. Proprio in questa zona, infatti, si concentrano le maggiori coltivazioni di radicchio di tutta Italia.

Radicchio rosso di Treviso

Dai più, considerato il Re di tutti i radicchi. Rosso scuro con nervature bianche, di forma allungato, croccante e amarognolo. Masticandolo diventa dolce.

Radicchio di Chioggia

Di forma tondeggiante, rosso (di intensità variabile) con nervature bianche. È il più coltivato e consumato in Italia ed è la varietà più sapida di tutte.

Radicchio Variegato di Castelfranco

Di forma arricciata, ricorda i comuni ceppi di insalata. Le venature vanno dal rosso intenso al viola, il sapore può variare dal dolce all’amaro ma resta sempre delicato. Si cucina saltato in padella altrimenti perde la sua caratteristica croccantezza, ma è ancor meglio consumarlo crudo.

Radicchio Rosso di Verona

Allungato e compatto, è la varietà più amara, si usa soprattutto per insalate e meno per pietanze cotte.

Proprietà e benefici, perché dovremmo mangiarlo più spesso?

Il radicchio è un alimento molto leggero e digeribile, particolarmente consigliato a chi ha bisogno di abbassare il colesterolo nel sangue e disintossicare l’organismo. È composto per la maggior parte daacqua e fibre, ma è ricco anche di nutrienti come vitamine, soprattutto la C, K e del gruppo B, e potassio.

Numerosi sono i benefici per chi ha l’abitudine di consumarlo regolarmente. Grazie ai minerali contenuti è un ottimo anti-anemiapreviene l’osteoporosi e grazie alla vitamina K facilita la coagulazione del sangue. Ma non solo,aiuta infatti la digestione, l’espulsione dei gas intestinali e, come tanti alimenti amari è un preziosoalleato del fegato, contribuendo a mantenerlo sano e attivo stimolando la produzione di bile. Infine, è uneccellente antiossidante, in grado di contrastare il precoce invecchiamento cellulare, abbassare il colesterolo cattivo e ridurre la glicemia. In cucina come possiamo utilizzarlo?

cotto al forno, ad esempio per farcire lasagne o cannelloni, oppure in padella, come ingrediente di un perfetto risotto o saltato per insaporire pesce o arrosti; ma l’ideale per non disperdere i suoi sali minerali è consumarlo a crudo, in insalate o in pinzimonio.

L’alta temperatura infatti tende a ridurre le sue proprietà nutritive, in particolar modo la vitamina C che si ossida molto facilmente. Oggi lo serviremo crudo con aggiunta di lattuga come contorno di salmone alla griglia.

Salmone alla griglia e radicchio.

Piatto Main Course, Salad
Cucina Italian, Mediterranean
Preparazione 10 minuti
Cottura 15 minuti
Tempo totale 25 minuti
Porzioni 4
Chef Francesca Tartaglia

Ingredienti

  • 800 Gr Filetti di Salmone Fresco
  • Qu.b. Aromi per pesce
  • 1 Spicchio d'aglio
  • Qu.b. Olio d'oliva Extravergine
  • 600 Gr Radicchio
  • 500 Gr Lattuga o Pan di zucchero Insalata
  • Qu.b. Sale
  • 1 Limone

Istruzioni

  1. Lavare e tagliate a striscioline il radicchio e l'insalata. Condire con olio, sale e limone.

  2. In una padella o su una griglia mettere un filo d'olio extravergine d'oliva e uno spicchio d'aglio, aggiungere i filetti di salmone e spolverizzate con gli aromi. Cuocere fino a doratura e servire.

Anelli di…totano.

 

 

Anelli di totano o calamaro? Molti sono convinti che si tratti dello stesso tipo di molluschi, ma uno sguardo o un palato attento sapranno  riconoscere con sicurezza tutte le differenze tra totani e calamari. Certo, alcuni elementi in comune ci sono, tuttavia gli elementi che ci consentono di distinguerli sono strettamente legati al gusto: infatti, molto spesso i calamari sono più richiesti sul mercato in virtù della loro carne più morbida.

Entrambi hanno origine antichissima: sia i calamari che i totani, infatti, sono molluschi cefalopodi, ovvero hanno forma affusolata, coperta da un mantello che ne avvolge completamente il corpo e sono sulla Terra daoltre 500 milioni di anni. Inoltre, entrambi hanno 10 braccia o tentacoli, dei quali otto sono molto corti con ventose peduncolate e due più lunghi utili per la caccia.

Inoltre, sia i totani che i calamari hanno una testa con gli occhi posizionati lateralmente, una bocca, funzionale a triturare piccoli pesci, crostacei oppure altri molluschi che rappresentano il principale nutrimento per entrambi.

Sebbene vivano entrambi in profondità e preferiscano fondali fangosi, rocciosi o sabbiosi, le similitudini si concludono qui perché la prima differenza tra totani e calamari consiste proprio nel periodo dell’anno in cui sono “di stagione” , quando tendono più spesso a salire in superficie, di notte, per la caccia: i calamari, infatti, vengono pescati tra settembre e dicembre, mentre i totani tra aprile, maggio, giugno e luglio. totani e calamari differiscono per il colore della pigmentazione cutanea: i primi, infatti, sono in genere più chiari e prevalentemente marroni tendenti all’arancio; i secondi, invece, sono rosa violacei con eventuali sfumature di rosso. Per distinguerli a colpo d’occhio possiamo anche concentrarci sullepinne laterali: quelle dei calamari sono delle semplici membrane romboidali poste a metà circa del mantello, mentre quelle dei totani sono corte, triangolari e poste nella parte finale del corpo.Dal punto di vista del gusto, le differenze tra totani e calamari sono sicuramente soggettive. Il primo consiglio è, dunque, indiscutibilmente quello di assaggiare entrambi, meglio se non fritti. In generale, la carne del calamaro è piùmorbida, mentre quella del totano più croccante.

Anelli di totano croccanti.

Ricetta velocissima e facile da fare.

Piatto Appetizer, Side Dish
Cucina Italian, Mediterranean
Preparazione 10 minuti
Cottura 30 minuti
Tempo totale 40 minuti
Porzioni 4 Persone
Chef Francesca Tartaglia

Ingredienti

  • 2 Kg Anelli di totano
  • Qu.b. Farina di mais
  • Qu.b. Sale
  • Qu.b. Pepe
  • Qu.b. Prezzemolo
  • 2 Spicchi d'aglio
  • Qu.b. Olio di oliva Extravergine

Istruzioni

  1. In una teglia foderata con carta forno mettete un filo d'olio extravergine d'oliva, il sale, prezzemolo e aglio tritati e una manciata di farina di mais. Disponete gli anelli di totano e spolverizzate con la farina di mais e condire con un filo d'olio, il sale, l'aglio e il prezzemolo. Infornare a 200 gradi per 30 minuti.

  2. Servire ancora caldi.

 

Spaghetti e cozze.

Gli spaghetti al pomodoro, simbolo della cucina italiana, ma vediamo realmente da  dove arrivano.

Gli spaghetti così come li conosciamo nascono nel VI secolo a.C. nella valle dell’Indo, un territorio situato in Asia occidentale che corrisponde in buona parte a quello occupato dall’odierno Pakistan. Inizialmente, però, lo spaghetto era un semplice scarto, prodotto dalla lavorazione della pasta, magistralmente preparata attraverso un processo di essiccazione nelle cucine reali del Sultano di Bahawalpur. Trattandosi di un cibo di “seconda scelta” era destinato soprattutto all’alimentazione degli inservienti e non possedeva un nome.

La sua fama iniziò a prendere piede quando, un giorno, il giovanissimo figlio del Sultanodecise di visitare le cucine del palazzo. Fu in quel momento che si accorse di quella strana pasta e, osservando quanto fosse indurita e diritta, con sorpresa esclamò: “Di cosa si tratta? Sta impettita come i soldati di mio padre!”. Ecco che iniziò a delinearsi la parola “spaghetti”: in quella regione del mondo, infatti, per indicare un soldato si utilizzava il termine sipahee, e questo nome piacque così tanto ai cucinieri reali da affibbiarlo subito a quel particolare tipo di pasta. A diffonderne la fama in tutta l’India ci pensò il Buddha in persona, al quale il Sultano offrì un piatto di sipahee. Di questo episodio se ne conservano le prove in un bassorilievo del monastero buddhista di Kapilavastu.

Ma veniamo adesso alla parte più interessante della storia: l’arrivo degli spaghetti in Italia.

Nonostante la loro crescente popolarità, gli spaghetti rimasero confinati entro il bacino indo-iranico fino al XIII secolo e fu allora che entrò in scena il nostro amato Marco Polo. Di ritorno dal Catai, l’esploratore italiano fu ospitato da un mercante turco, che gli offrì un piatto locale dal sapore prelibato, gli spaghetti con i gamberi, chiamati in quel luogo spahi.L’autore de “Il Milione” ne rimase talmente colpito da farsi lasciare la ricetta e una volta rientrato a Venezia fece di tutto per diffonderla.

La parola originaria “spahi” venne poi modificata dalla lingua italiana in “spaghi” e da lì a chiamarli affettuosamente “spaghetti” il passo fu breve. Attenzione però: anche questa versione (come molte altre) sembra non mettere tutti d’accordo e per un motivo semplicissimo. Gli spaghetti erano già conosciuti nel nostro paese agli albori del I secolo, ovvero molti anni prima della nascita di Marco Polo.

La prima attestazione della pasta essiccata in Italia e dell’esistenza dell’industria della pasta ci riporta infatti a Trabia (un paesino in provincia di Palermo) dove si produceva un cibo particolare a forma di fili che in arabo era chiamato “itriyah”. Quindi nel vocabolario arabo già era presente una parola che identificasse questo tipo di pasta, ma nessun documento conferma che questo cibo sia stato inventato dai saraceni.

Quello che sappiamo quasi per certo è che gli spaghetti non furono un’invenzione made in Italy e che la loro storia è millenaria, ma di sicuro gli Italiani sono diventati i più bravi a produrli e a cucinarli a livello mondiale.

Oggi lì cucineremo in bianco, con le cozze.

I mitili sono frutti di mare molto apprezzati. Per questo motivo essi sono allevati in vivai distribuiti in tutto il Mediterraneo e in alcune zone, particolarmente vocate, si pratica la pesca dei mitili selvatici.

Nella parte edibile del mitilo si ha una media di 58 calorie[9] ogni 100 gr[10]. I mitili sono caratterizzati dalla presenza di sostanze importanti dal punto di vista nutrizionale: il ferro ammonta a 5,8 mg ogni 100 gr di parte edibile[11] e significativa è l’alta percentuale di acidi grassi polinsaturi, tra cui l’acido eicosapentaenoico e l’acido docosaesaenoico, come anche è rilevante la presenza di pochi acidi grassi saturi, rispetto ad altri cibi di orgine animale. Altrettanto importante è la presenza nei mitili di sostanze antiossidanti, come il selenio e la vitamina E.[12]

Molte sono le ricette gastronomiche che vedono i mitili come protagonisti[13]; se ne segnalano alcune:

  • in pentola o padella (eventualmente con vino bianco, pepe o altri aromi) insieme ai loro gusci;
  • come componente di spiedini;
  • fritti in pastella;
  • come componente di sughi per condire la pasta, da soli o con altri frutti di mare;
  • gratinati al forno con pan grattato, prezzemolo, aglio ed olio di oliva;
  • in pentola con solo pepe e cotte con il coperchio (dopo opportuna pulizia dei gusci e del bisso – il filamento tipo spago che le tiene ancorate). Nel napoletano questa preparazione si chiama “impepata di cozze”, mentre se vi si aggiunge l’aglio e l’olio si chiama “sauté di cozze”.

CauteleModifica

Il mitilo mediterraneo è edule, ma il suo consumo richiede molte precauzioni poiché esso, se cresciuto in zone marine prossime a scarichi urbani od in zone ove le correnti marine trascinano elementi provenienti da acque reflue, può essere facilmente ricettacolo di batteri e/o virus molto pericolosi. Infatti i mitili, come d’altro canto tutti i lamellibranchi, filtrano attraverso le loro branchie una gran quantità di acqua trattenendone particelle e microorganismi in essa sospesi.[11].

I mitili potrebbero essere utilizzati per la depurazione delle acque, in quanto possono filtrare fino a 1000 litri di acqua al giorno.

Per i motivi suddetti è sconsigliabile l’uso invalso di mangiarli crudi, conditi con succo di limone. In alcune zone del meridione d’Italia questo modo di cibarsene è considerato, erroneamente, apportatore di effetti afrodisiaci. La credenza poi, che succo di limone spruzzato sul mollusco uccida i batteri è assolutamente infondata, dato che per eliminare tutti i batteri il succo di limone impiegherebbe diverse ore, o addirittura giorni.

Spaghettoni quadrati con le cozze.

Questa è una ricetta velocissima da fare e di grande effetto, dietetica, perché le cozze sono poco caloriche.

Piatto Main Course
Cucina Italian, Mediterranean
Preparazione 10 minuti
Cottura 15 minuti
Tempo totale 25 minuti
Porzioni 4 Persone
Chef Francesca Tartaglia

Ingredienti

  • 1,500 Kg Cozze
  • 500 Gr Spaghettoni Quadrati
  • 3 Spicchi d'aglio
  • Qu.b. Olio di oliva Extravergine
  • Qu.b. Prezzemolo
  • Qu.b. Pepe Nero

Istruzioni

  1. Pulite le cozze sotto acqua corrente e mettetele in una pentola con l'aglio tagliato a fettine,  il pepe, l'olio e il prezzemolo. NON AGGIUNGETE MAI SALE. Coprite con un coperchio fino a che le cozze non saranno aperte. Spegnete il fuoco.

  2. Scolate le cozze dal brodetto ottenuto, mettetelo in un'altra pentola, in cui cuocerete la pasta, se la pasta non è cotta ancora, aggiungete dell'acqua. Non dovrà rimanere acqua nella pentola, ma la pasta dovrà risultare cremosa, aggiungere le cozze e servire.

  3. Le cozze non devono cuocere molto, perché altrimenti diventano gommose. 

Le seppie con i piselli.

Si ipotizza che la pianta dei piselli provenga dall’Asia: ebbe infatti grande diffusione in India, in Cina e nel 1600 giunse in Europa con gli Ari. La pianta del pisello è un’erba annua, nana o rampicante. I suoi frutti sono i baccelli di forma appiattita, leggermente incurvata, di colore verde o giallo. All’interno hanno semi commestibili (fino a dodici) di forma più o meno sferica, verdi, gialli o biancastri. Oggi vengono coltivati oltre 250 tipi di piselli che possono essere distinti in due grandi gruppi: i piselli da sgranare(piselli tondi, piselli rugosi) e le varietà chiamate mangiatutto (l’equivalente del fagiolino), delle quali si consuma il bacello perché i semi rimangono allo stato embrionale. Quest’ultime sono conosciute come “taccole”.

Sono dei legumi particolarmenteleggeri e digeribili rispetto ad altre varianti (anche in quanto poco calorici e con basse quantità di grassi) .

Quelli freschi sono ricchi di sali minerali, vitamine e acqua e dispongono di fibre utili per il benessere intestinale e per contrastare eventuali casi di stitichezza. Hanno potere antiossidante e contribuiscono a saziare.

I piselli aiutano inoltre a tenere a bada colesterolo e glicemia e sembrano essere anche alleati di cuore, circolazione e sistema immunitario, grazie alla presenza di clorofilla che stimola la produzione di globuli rossi.

CURIOSITA’: lo scienziato Gregor Mendel  scelse i piselli durante i suoi esperimenti sulla trasmissione dei caratteri genetici, perché oltre ad essere di facile coltivazione, i geni della pianta dei piselli sono localizzati in cromosomi diversi, caratteristica molto importante per lo studio sulla trasmissione dei caratteri.

Seppie con piselli in bianco.

Piatto Main Course
Cucina Italian, Mediterranean
Preparazione 10 minuti
Cottura 30 minuti
Tempo totale 40 minuti
Porzioni 6 Persone
Chef Francesca Tartaglia

Ingredienti

  • 1,5 Kg Seppie Pulite
  • 1 Kg Piselli Freschi o surgelati
  • 1 Scalogno
  • 1 Spicchio d'aglio
  • Qu.b. Sale
  • 6 Uova Fresche
  • Qu.b. Prezzemolo
  • Qu.b. Pepe Nero
  • Qu.b. Olio di oliva Extravergine

Istruzioni

  1. In una casseruola antiaderente mettere un filo d'olio extravergine d'oliva, u  pizzico di sale e il prezzemolo, l'aglio e lo scalogno tritati, far rosolare, aggiungere i piselli, far cuocere per 10 minuti con un bicchiere d'acqua, aggiungere le seppie già pulite e continuare la cottura a fuoco moderato. Nel frattempo sbattere le uova e aggiungervi un po' di pepe nero e versare nella casseruola. Fare addensare le uova e buon appetito.

Branzino in crosta di sale

Oggi vi proporrò una ricetta super veloce, super leggera e dietetica, velocissima, anche per chi non ama tanto cucinare, che, però, vi farà fare una bella figura con gli ospiti o con il vostro amore.

La cottura al sale è uno dei più antichi e salutari metodi di cottura degli alimenti, infatti, grazie ad essa, si possono evitare condimenti come olio, burro e grassi in genere, durante la cottura.
Il branzino alle erbe in crosta di sale cuocerà utilizzando il suo stesso grasso e il vapore della propria naturale umidità, mantenendo intatti sapore, leggerezza e morbidezza.

Al contrario di quello che può sembrare, la preparazione del branzino alla erbe in crosta di sale è estremamente semplice e necessita di pochissimi ingredienti.

La crosta di sale che andremo a realizzare sarà composta solo di sale, ma può avere una variante unendo gli albumi montati a neve, quattro, con il sale fino, un kilo e le erbe aromatiche e la buccia grattugiata di un limone.

Il contorno adatto a questa ricetta deve essere delicato, come insalata o patate lesse o verdure grigliate o al forno, accompagnando tutto con del vino rosé o bianco.

Branzino in crosta di sale.

Piatto Main Course
Cucina Italian, Mediterranean
Preparazione 5 minuti
Cottura 40 minuti
Tempo totale 45 minuti
Porzioni 4 Persone
Chef Francesca Tartaglia

Ingredienti

  • 4 Branzini già puliti
  • Qu.b. Olio d'oliva extravergine
  • 2 Kg Sale Grosso
  • 1 Spicchio Aglio
  • 1 Limone
  • Qu.b. Prezzemolo

Istruzioni

  1. In una teglia mettere 1 kg di sale grosso, adagiarli sopra i branzini e ricoprirli con l'altro kg di sale. Infornare al massimo della temperatura per 40 minuti.

  2. Quando il sale sarà diventato un unico blocco, potete romperlo e pulire e servire il pesce. Se volete, potete fare un'emulsione per condire i pesci con sale, olio succo di limone e aglio e prezzemolo tritato. 

Il polpo con le patate.

Il polpo con le patate è un piatto tipico italiano, che esalta i profumi e i gusti mediterranei e che fa tanto estate. È un secondo piatto o un piatto unico velocissimo, che si può mangiare caldo o anche freddo.

Il polpo con le patate.

Piatto Appetizer, Main Course, Salad
Cucina Italian, Mediterranean
Preparazione 10 minuti
Cottura 40 minuti
Tempo totale 50 minuti
Porzioni 4 Persone
Chef Francesca Tartaglia

Ingredienti

  • 1,5 Kg Polpo già pulito
  • 4 Spicchi d'aglio Tritati
  • Qu.b. Olio d'oliva Extravergine
  • 1 Kg Patate
  • Qu.b. Prezzemolo
  • Qu.b. Sale
  • Qu.b. Alga Kombu

Istruzioni

  1. Mettere in un tegame il polpo già pulito, aggiungere mezzo bicchiere d'acqua, aggiungere un pezzetto di alga kombu ( facoltativo) coprire col coperchio e far cuocere per 40 minuti. Far raffreddare in pentola e poi tagliare a pezzetti.

  2. Nel frattempo lavare e lessare le patate con la buccia per 30 minuti. Farle raffreddare e tagliarle a pezzi. 

  3. Unire il polpo con le patate, l'olio, il sale, il prezzemolo e l'aglio tritato e gustare.

Venerdì, zuppa di mare!

1 giugno e la voglia di mare si avvicina, quindi cari cucchiaini e cucchiaine d’argento oggi, venerdì, anche se non siamo in Quaresima , vi cucinerò la zuppa di pesce. Nella mia ricetta semplicissima e velocissima ho messo i pesci che secondo me vi doneranno il gusto dell’estate classico e rustico, perché ho accompagnato la zuppa con dei crostoni di pane casereccio fatto da me al grano saraceno integrale, dalla crosta croccante, questo impasto è no knead, naturalmente chi ha un’impastatrice può utilizzarla. In questo articolo avrete ben due ricette…Non mi resta che dire: ” in cucina!”.

Sapore di mare.

Piatto Appetizer, Main Course, Soup
Cucina Italian, Mediterranean
Preparazione 10 minuti
Cottura 25 minuti
Tempo totale 35 minuti
Porzioni 4 Persone
Chef Francesca Tartaglia

Ingredienti

  • 1 Carota
  • 4 Spicchi d'aglio
  • Qu.b. Sale
  • Qu.b. Olio d'oliva Extravergine
  • Qu.b. Pepe Nero
  • Qu.b. Prezzemolo
  • 1 Bicchiere Vino Bianco

2,5 kg di pesce misto: verdesca, nasello, seppie, cozze, vongole, polpo, gallinella,rana pescatrice, gamberetti, pesce spada

Per il pane al grano saraceno

  • 300 Gr Farina 0 Manitoba
  • 100 Gr Farina integrale Manitoba
  • 100 Gr Farina grano saraceno
  • 380 Gr Acqua Tiepida
  • 9 Gr Sale
  • 1 Bustina Lievito madre integrale Secco
  • Qu.b. Olio d'oliva Extravergine
  • Qu.b. Farina di mais

Istruzioni

  1. In una casseruola unire l'olio e far rosolare l'aglio pulito e schiacciato, unire il sale,  il pepe e la carota a pezzettini. Unire prima i tranci di pesce e sfumare col vino bianco e far cuocere a fuoco basso per 10 minuti.

  2. Aggiungere i crostacei e far cuocere per 5 minuti. Infine aggiungere il prezzemolo e i molluschi e far cuocere per 10 minuti. Si formerà un brodetto molto saporito. Spegnete e coprite con un coperchio. Guarnire i piatti con il pane rustico il prezzemolo e un filo d'olio extravergine e gustate la zuppa.

Per il pane casereccio con 2 ore e mezza di lievitazione

  1. Unire farina e acqua tiepida, aggiungere il lievito, mischiare e aggiungere il sale. Coprire e lasciare lievitare 2 ore. 

  2. Lavorare ancora l'impasto e porlo in una teglia rotonda e farlo lievitare ancora una mezz'ora. Infornate a forno già caldo a 230 gradi per 30 minuti circa. Bussare sul pane, se suona vuoto, il pane è pronto. Aspettate qualche minuto prima di tagliarlo e poi guarnite la vostra zuppa...o mangiatelo come meglio credete.

Orecchiette Zucchine e gamberetti.

Un classico condimento per la pasta fresca o il riso. Io vi propongo le orecchiette fresche . Una ricetta semplice e veloce, per chi ha poco tempo e vuole stupire a tavola.

Orecchiette zucchine e gamberetti

Piatto Main Course
Cucina Mediterranean
Preparazione 15 minuti
Cottura 10 minuti
Tempo totale 25 minuti
Porzioni 6 Persone
Chef Francesca Tartaglia

Ingredienti

  • 4 Zucchine
  • Qu.b. Olio di oliva Extravergine
  • Qu b. Sale
  • 1 Kg Orecchiette Fresche
  • 500 Gr Gamberetti Puliti
  • 1 Spicchio d'aglio
  • Qu.b. Prezzemolo

Istruzioni

  1. Lavare e tagliare le zucchine a julienne. In una padella saltare i gamberetti puliti con olio e aglio e aggiungere le zucchine.

  2. Sbollentare la pasta e unirla alle zucchine e ai gamberetti. Far cuocere e mantecate, aggiungendo l'acqua della cottura della pasta. Aggiungere del prezzemolo e dell'olio extravergine d'oliva. Servire e gustare.